La fedeltà del tuo cliente sei TU.

Nel post di qualche giorno fa, ti ho parlato della fidelizzazione del tuo cliente verso il tuo servizio/prodotto, se ben ti ricordi. La fedeltà del tuo cliente sei tu.

Ti ho spiegato, che li fidelizzi nel momento in cui se sbagliamo ci perdonano(cliente esterno) o se siamo in difficoltà ci aiutano(cliente interno).

Ma perché dovrebbero esserti fedele?

Perché dovrebbero fidarsi di te?

Possono essermi fedeli perché mi capiscono, potrai pensare, ma nel “mi capiscono” cos’è che devi vedere?

La loro fedeltà nei tuoi confronti si basa sull’appartenenza al tuo modo di fare impresa, dalla tua visione che racchiude anche la sua, dal modo in cui lo nutri come persona, in base ai suoi bisogni, che sono soggettivi e che sono classificabili per importanza.

Devi mettere il tuo cliente nella condizione di crescere insieme a te, di essere più competitivo insieme a te, perché è questa la chiave della sua fedeltà nei tuoi confronti.

Per fare questo devi saper riconoscere la sua natura biologica di persona ma allo stesso tempo la sua natura di imprenditore.

Queste, perché sono le chiavi di accesso e d’istruzione per acquisire la sua fedeltà nei tuoi confronti, sia come persona che come imprenditore.

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Cosa fa un vero leader ai nostri tempi

Cosa fa un vero leader ai nostri tempi

Cosa fa un vero leader realmente in ambito professionale ai tempi nostri per ottenere la fiducia da parte dei suoi collaboratori o team di lavoro?

Il vero leader ai nostri tempi non è chi ha un potere e lo esercita ma chi riesce ad ispirare delle persone.

Per ispirare delle persone è necessario essere ispirati, ma da cosa?

Ovviamente dalla propria missione e visione, che insieme creano seguaci che sposano gli stesi valori del leader.

Per applicare questo processo devi applicare una comunicazione efficace ed efficiente, che sappia rispettare le caratteristiche del temperamento dei seguaci, i quali di conseguenza hanno comportamenti specifici legati a temperamenti specifici.

Per comunicare in questa maniera devi saper leggere e capire il perché di questi comportamenti.

La matrice che ti consente di sintonizzarti col tuo team, con i tuoi collaboratori.

Capire l’origine dei comportamenti ti permette di capire in che modo comunicare, come comunicare con i tuoi seguaci, ma soprattutto sapere come apprendono e comprendono ciò che gli stai comunicando.

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La Parola

la parola

La Parola?

Le parole hanno due poteri: convertire e vendere.

Questo accade tutti i giorni ad ognuno di noi.

Ma la componente che lega questi due verbi è la comunicazione, sì perché questa, può essere produttiva o contro produttiva, tutto sta nel modo e nella forma in cui la applichiamo e la riceviamo.

Dico questo perché se comunichiamo nella maniera errata, produciamo incomprensioni che sono il risultato di una cattiva comunicazione, viceversa possiamo produrre aggregazione, comprensione tra le parti.

La Parola

L’importanza di saper essere in grado di sintonizzarci attraverso una buona comunicazione,

è data dalla conoscenza che noi abbiamo sul come apprende e comprende il nostro interlocutore (socio, partner, collaboratore, fornitore, client) attraverso la condivisione delle parole in cui entriamo in contatto in quella circostanza o situazione precisa.

Per ottenere questo risultato è necessario aumentare i nostri livelli di competitività sulla qualità e quantità della nostra comunicazione, quindi delle nostre parole.

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Tu come fidelizzi chi ti circonda?

La fidelizzazione come ben sai, è la base del successo per ogni professione, attività, impresa o azienda. Tu come fidelizzi chi ti circonda?

Il risultato che devi raggiungere è quello di creare un legame, una relazione, una sintonizzazione, tra te e il tuo cliente, tra te e le persone con cui lavori.

Nella buona e nella cattiva sorte.

Cosi se hai clienti fidelizzati, ti perdoneranno se fai qualche errore.

Se hai persone che lavorano con te fidelizzate, non ti abbandoneranno nelle prime difficoltà.

Tu come fidelizzi chi ti circonda? Per ottenere questo devi mettere da parte la manipolazione, e devi ispirare, devi soddisfare, nutrire i loro bisogni di persona.

Solo in questo modo puoi fidelizzare, perché se manipoli raggiungi solo una transazione, quindi ti daranno dei soldi, ma non saranno clienti fidelizzati perché se sbagli ti lasceranno e se invece lavorano con te ti abbandoneranno.

Ecco adesso che sai, devi costruire un matrimonio con clienti, con persone, ma devi costruirlo in separazioni di beni ma in comunione di sogni.

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La sfida più importante? Coinvolgere e motivare….

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare....

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

Per poter vincere ogni sfida da quella più banale a quella più competitiva, esempio lo smart working in questo periodo, quindi dal passare da lavoro d’ufficio a lavorare da casa, farsi una ragione e sopravvivere in tempo di coronavirus,

bisogna vincere una sfida ancora più importante, cioè coinvolgere emotivamente le persone, che siano clienti, collaboratori o altro è importante renderli parte attiva, parte viva della nostra attività.

Quindi la domanda è ancora la stessa che pongo, come motivare le persone?

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

Puoi motivare con degli incentivi, ma questi motivazioni, stimoli che arrivano dall’esterno, oppure puoi motivarli rendendoli parte viva della tua missione,

quindi della tua “rinascita” che ha bisogno di te e del tuo organico per tornare sul mercato.

Ecco questo è il lavoro che devi sviluppare insieme a loro attraverso la motivazione, ma per fare questo devi ispirare e come fai?

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

La sfida più importante è coinvolgere e motivare soddisfacendo i loro bisogni e le loro “paure”, si esattamente, attraverso uno scopo ed un senso di appartenenza, che sono le uniche armi che puoi usare per unire te e loro nella ripartenza.

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare….. di fatti se lavori di incentivi, lavori con strutture esterne, fredde, se invece lavori con lo scopo, allora le tue Risorse Umane lavoreranno con sacrificio ed impegno, superando le avversità perché ha scelto di farlo e non gli è stato imposto di farlo (incentivi).

La sfida più importante è quella di coinvolgere e motivare e quando sei in grado di ispirare i tuoi collaboratoti, questi sono in grado di creare “innovazione” e “valore aggiunto”.

Chi riesce a fare questo, sono e saranno quelle aziende che avranno sempre clienti più fedeli, quindi avranno sempre le forze e le basi per poter ripartire in qualsiasi difficoltà.

Chi riesce ad innovare riesce a cambiare anche settori economici, ecco che per fare ciò bisogna lavorare sulle “pianificazioni” coinvolgendo e motivando,

ma l’unico modo per farlo è quello di ispirare e per ispirare bisogna capire che il business come l’amore, l’istruzione, la crescita, non sono attività che hanno una fine, un tempo determinato,

ma sono attività che hanno un tempo indeterminato, senza una fine e senza una conclusione,

perché in questo processo parte della realizzazione non è solo quella da parte dell’imprenditore, ma anche la realizzazione di tutte le persone che fanno parte di questa missione.

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“Il conflitto”

il conflitto

Il conflitto?

Quante volte ti sarai chiesto perché continuo a scontrarmi con x o con y?

Il conflitto

Perché non riusciamo a comunicare, a entrare in sintonia?

Queste sono domande che tutti noi, una volta nella vita ci facciamo, perché sono domande alle quali, non conoscendo la matrice dell’origine dei comportamenti, non ci diamo una risposta.

E se la risposta e quindi la soluzione a tali quesiti siamo proprio noi?

Cosa voglio dirti con questo, che tutto parte dalle nostre percezioni e dalle percezioni che gli altri hanno di noi.

Questo è dovuto perché non si ha la conoscenza e non si riconoscono i driver che stimolano l’altro in tali comportamenti.

La conoscenza di questi driver ti permette di evitare conflitti involontari(generati dalle percezioni che creiamo e che gli altri creano) e di evitare di snaturarsi nel tentativo di compiacere, cosa che fa solo che danni,

visto che non ti permette di essere autentico. Conoscere la propria identità, la propria natura, ti permette molte volte di evitare conflitti, incomprensioni che non fanno altro che creare malessere nelle relazioni tra ruoli in un’organizzazione o in un team di lavoro.


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Dove si trova la comunicazione interna aziendale

La comunicazione interna aziendale dove si trova. Quando ti dico comunicazione interna, tu a cosa pensi?

Pensi a come bisogna e devi comunicare all’interno della tua azienda, quindi a come sintonizzarti con il tuo team.

Pensi al modo in cui e con cui instauri un rapporto, ma allo stesso tempo di come dici le cose e a chi le dici.

Bene, questo è solo una parte della comunicazione su cui devi lavorare quotidianamente, perché nella tua comunicazione interna aziendale, ogni giorno devi saper comunicare, sintonizzare la missione, la visione, che riguarda la tua azienda.

Questo lo devi fare attraverso i tuoi sentimenti, emozioni e razionalità.

Non puoi comunicare solamente in veste del tuo ruolo o del tuo compito, perché in questo modo detti regole e ordini( ci stà anche questo ma attraverso modo e maniere), ma lo devi fare attraverso un metodo che rispetti chi ti circonda.

Devi comunicare come un imbuto ma dalla parte piccola alla parte grande.

Ecco, ogni volta che comunichi devi immaginare un imbuto al contrario che ti permette di sintonizzarti in maniera diversa, attraverso un metodo.

Questo perché diversa è la natura biologica di ogni tassello del tuo organico, quindi il come comprendono e apprendono le cose.

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Risk o rischio dov’è il dilemma.

Risk o rischio dov’è il dilemma? La continua evoluzione del mercato oggi crea sempre più la necessità di lavorare ed essere sostenuti da professionisti sul risk management e risk assessment.

Due aspetti fondamentali su cui porre l’attenzione per fare sempre il passo giusto e non intaccare in imprevisti o decisioni, che possano danneggiare l’azienda.

Ma mi chiedo anche, se prima di arrivare a tali rischi, siamo sicuri che i primi su cui intervenire non siano proprio quelli creati nel dare un ruolo o un compito non idoneo alla natura della risorsa umana⁉️

Dare un ruolo, un compito, una delega ad una persona non riconoscendone la propria natura biologica, quindi le proprie propensioni, opportunità, criticità attraverso ciò che ci comunica con la personalità, è un rischio.

Un rischio perché non produrrà il risultato desiderato, non svolgerà il compito al meglio.

Avere un know how che ci permette di vedere ben oltre il comportamento della stessa risorsa.

Significa metterci in condizione di porre in evidenza i tratti individuali predefiniti, in modo da identificare la natura biologica.

Soprattutto di individuare i tratti predisposti in cui risiedono le migliori possibilità.

Possibilità per comporre un’azione, uno stimolo, un’interazione, adeguati nello svolgimento di compiti e ruoli.

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Costruire la perfetta azienda oggi

Costruire la perfetta azienda oggi?

In verità non esiste l’azienda perfetta per se.

Ma puoi far si che la tua azienda sia perfetta per gli altri, o meglio per ognuna delle persone che ci lavora.

Per costruire l’azienda perfetta è necessario partire dalla tua missione e visione, la quale deve implementare tutti i componenti della tua organizzazione, te lo ripeterò all’infinito questo concetto..

Come farlo?

Come ti ho sempre detto, ossia applicare un piano di comunicazione che sappia rispecchiare comportamenti specifici, in base a temperamenti specifici di ogni singolo componente.

Questo ti porterà a creare benessere tra le relazioni, aumentando le chance di successo del singolo, ricordandoti che lo stesso successo è percepito in modo diverso in base al diverso temperamento della persona.

Saper riconoscere la matrice dei comportamenti dei componenti della tua organizzazione, ti permette di creare sì un piano efficace ed efficiente di comunicazione, ma soprattutto poterti mettere nella condizione di saperti sintonizzare con gli altri, sapendo come apprendono e comprendono ciò che comunichi.

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SE C’È FIDUCIA QUESTA NON VIENE TRADITA

SE C’È FIDUCIA QUESTA NON VIENE TRADITA

SE C’È FIDUCIA, QUESTA NON VIENE TRADITA?

Le organizzazioni diventano grandi perché le persone che ne fanno parte si sentono protette.

La forte presenza di una cultura comune crea senso di appartenenza e funziona come una rete di protezione.

Le persone lavorano con la consapevolezza di essere protette da chi comanda, dai colleghi e dall’ organizzazione nel suo complesso.

Ciò si traduce in comportamenti di reciprocità che rafforzano e tutelano gli interessi a lungo termine di tutta l’organizzazione.
È un circolo virtuoso.

SE C’È FIDUCIA, QUESTA NON VIENE TRADITA

La Fiducia genera passione quando ci sentiamo parte di qualcosa in cui crediamo, qualcosa che è più grande di noi.

Se non si ha fiducia nel fatto che un’azienda sia organizzata per promuovere il suo Perché, la passione tende a scemare.

Ed è qui che il circolo diventa vizioso.

Senza fiducia le persone inizieranno a lavorare solo per dovere e a preoccuparsi prevalentemente del proprio tornaconto.

Questo favorisce beghe, cordate interne e trame di potere che portano ad azioni capaci di dare risultati personali che spesso sono a scapito dell’azienda.

Perché avranno effetti solo a breve termine portando l’organizzazione a indebolirsi inesorabilmente.

L’unica strada è costruire un ambiente di lavoro in cui le persone si sentano protette e valorizzate.

Se si agisce così il personale lavora bene, i clienti sono soddisfatti, le cose funzionano al meglio.

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