La sfida più importante

La sfida più importante

La sfida più importante?

Per poter vincere ogni sfida, compresa questa che ci vede tutti protagonisti, bisogna lavorare sul coinvolgimento delle persone in ambito emotivo alle nostre realtà lavorative.

Bisogna iniziare a pensare e fare in modalità diversa, bisogna lavorare sull’aggregazione delle parti alla nostra missione e visione,

perché solamente in questo modo, dal connubio che si forma e formerà tra l’imprenditore ed i suoi collaboratori( interni ed esterni) nasce l’innovazione.

Innovare significa cambiare, cambiare il modo di fare impresa, il modo di fare mercato,

ma soprattutto il modo su cui basare il lavoro di ogni azienda ed impresa che saranno chiamate a dare quel massimo dell’impegno per portare il Paese, l’economia a livelli importanti.

La sfida più importante

Bisogna iniziare a lavorare sulle paure che questo momento di crisi, sanitaria ed economica, ci ha inflitto improvvisamente senza darci un attimo di respiro,

perché la paura ci blocca e ci limita, ma lavorando in armonia l’uno con gli altri, possiamo abbattere anche questo ostacolo.

Per fare questo bisogna conoscersi, conoscere esattamente chi siamo e che potenziale abbiamo da immettere nella professione, impresa, azienda perché tale conoscenza ci da la possibilità di avere chiavi di lettura e d’istruzione di cosa e come fare.

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Devi vendere ciò che non si vende

Devi vendere ciò che non si vende

Devi vendere ciò che non si vende.. Tu cosa ne pensi?

Ti sei mai chiesto perché alcuni dei tuoi competitor riesce a vendere più di te?

Ti sei mai chiesto perché la tua concorrenza produce più della tua azienda?

Forse nella domanda non trovi la soluzione, ma la puoi trovare in nuovi metodi i quali pur vendendo un prodotto o servizio, prima di questo vendono un qualcosa che non si vede, cioè vendono sentimenti, emozioni , razionalità che legano il probabile cliente al prodotto/servizio.

Per ottenere questo connubio devi conoscere e sapere i driver del tuo articolo, mi spiego meglio…

Devi vendere ciò che non si vende….

Oltre alla parte tecnica e commerciale devi saper conoscere che tipo di segnale emana, comunica il tuo prodotto/servizio, perché in questo modo puoi legare questa conoscenza, questo sapere, allo stimolo che il tuo cliente ha nei suoi confronti, in modo da legare i suoi stimoli, emozioni e razionalità a ciò che gli stai proponendo.

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La nuova frontiera è la costruzione di fiducia

La nuova frontiera è la costruzione di fiducia?

Partiamo un attimo dalla storia, o meglio dal concetto di Working Knowledge che è stato tratto dall’economista Peter Drucker già nel 1959 allorquando,

in via del tutto previsionale parlò di età del “Working Knowledge”.

Allora fuori da ogni immaginazione, il termine fu coniato per indicare il lavoro che oggi, in questo momento critico stiamo attuando per esigenza e circostanza,

il cui valore non risiede più nel “COSA” ma nel “COME”fa ciò che si fa.

In questo momento di crisi sanitaria ma di riflesso economica, sono chiamati alle “armi”, se cosi possiamo dire, tutti quei professionisti, quei ruoli che hanno come centro delle proprie attività le “relazioni”.

La nuova frontiera è la costruzione di fiducia!!!

Profili come Consulenti, Commerciali, Direttori di funzione, Insegnanti, Liberi professionisti, Imprenditori e Manager

sono chiamati a costruire fiducia poiché soltanto grazie al ripristino “reale” di una condizione di relazione autentica che si può continuare la produzione di ricchezza sociale ed economica.

Questa come altre figure, devono avere un ruolo molto importante nella ripartenza del nostro Paese,

perché sono quelle figure ( se a pieno delle loro potenzialità e competenze) avendo “responsabilità relazionali”,

di misurarsi con la capacità di produrre economia attraverso l’integrazione e l’interazione con gli altri, ossia persone, team di lavoro, clienti ed organizzazioni.

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Fiducia > Coronavirus

Fiducia > Coronavirus? La domanda è: come sapremo reagire a questa crisi, ma soprattutto con quali strumenti ne potremmo uscire da vincitori?

Visto la situazione di crisi e di difficoltà che stiamo vivendo, penso che il tessuto sui cui bisogna e bisognerà lavorare, è e sarà quello della fiducia.

Si, esattamente la fiducia tra la domanda e l’offerta.

Fiducia che passerà tutto e che torneremo più forti di prima, fiducia nel tornare sul mercato più competitivi e più determinati.

Da adesso in poi bisogna lavorare attraverso la comunicazione, quella di qualità, e le relazioni, perché questi due fattori uniti e sommati insieme dovranno produrre e far interagire.

Produrre economia, soldi, fatturato, attraverso l’interazione che noi tutti, tessuto imprenditoriale dobbiamo avere verso persone, team di lavoro ed organizzazioni.

Fiducia > Coronavirus?

La nostra arma, il nostro strumento su cui dobbiamo fare leva ed affidamento per creare produttività, è proprio quello di ricucire la fiducia tra le parti e sconfiggere la paura che si è creata in questo momento grigio e cupo.

Paura che ci deve far essere più attenti, più competitivi e determinati su di un mercato che sarà ostile, ma che se coltivato nella maniera corretta ci porterà buoni frutti portando miglioramento, qualità, ciò che tutto il mondo conosce del nostro Paese.

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Corana virus qui da Brescia non si molla!!!!