Tu apprezzi le tue risorse umane?

Tu apprezzi le tue risorse umane?

Tu apprezzi le tue risorse umane? Quando vado in nuove aziende ho sempre l’occhio rivolto sul come si comporta l’imprenditore verso le proprie risorse umane, per capire se apprezza ciò che ha.

Faccio questo perché come a scuola, dinanzi al prof, vogliamo tutti apparire bravi, poi quando il gatto non c’è i topi ballano.

Con questo voglio dirti che devi essere la stessa persona che sei quando vedi il professore, anche quando lui non c’è.

Per fare questo devi toglierti i panni di imprenditore e restare con i tuoi panni, perché in casa tu sei ciò che sei!

Tu apprezzi le tue risorse umane?

Perché devi capire che se non apprezzi il tuo organico per come è, loro non apprezzeranno la tua figura né di imprenditore né di persona.

Per apprezzare intendo ascoltatore le loro idee, rispettare il loro modo di essere, i loro ragionamenti, i loro suggerimenti.

Oltre a questo, anche dargli una pacca sulle spalle, fargli dei complimenti per il lavoro svolto(ogni persona ha il suo modo di sentirsi apprezzato).

Per essere apprezzato devi apprezzare e per fare questo devi capire le persone che sono il cuore pulsante della tua azienda di cosa hanno bisogno per sentirsi tali.

Per ottenere questo risultato devi iniziare a capire.

Scovare i loro bisogni di esseri umani, che sono diversi, perché è diversa la loro natura biologica.

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Il manager o il venditore perfetto.

Il manager o il venditore perfetto.

Esiste il manager o il venditore perfetto?

Ci sono innumerevoli teorie riguardo al segreto per raggiungere la perfezione.

La maggior parte di esse sono fondate sul concetto idealistico che esista il manager perfetto o il perfetto venditore e quindi che ci sia la tecnica perfetta, la ricetta ottimale di vendita o lo stile corretto di leadership.

Ciò che le persone “perfette” hanno in comune è l’essere autentiche.

L’essere ciò che sono, rispettando il loro stile personale, applicando tecniche e metodi che più si adattano alla loro personalità, alle loro attitudini.

Non adattano se stessi ad un inesistente modello.

Ma adattano ciò che apprendono con ciò che sanno, in modo da produrre massimi frutti con la loro personalità.

Questo è la cultura aziendale su cui bisogna lavorare per apportare innovazione attraverso le competenze sociali.

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Noi e il futuro.

Noi e il futuro.

Noi e il futuro, cosa dobbiamo fare?

I processi produttivi, l’industrializzazione, le competenze, i mercati, sono perennemente in trasformazione.

Le nuove tecnologie, i robot, sono i nuovi strumenti su cui l’uomo punta ad evolversi nell’ambito del lavoro e non solo, per aumentare produttività e guadagni.

Allo stesso tempo però, gli stessi strumenti creati da noi, eliminano la nostra presenza sul mercato.

Questo ci fa capire che vi è la necessità di adeguarsi, ma come⁉️

Noi e il futuro. Bisogna adeguarsi alla nascita di nuove professioni, nuovi paradigmi.

Acquisendo nuove competenze che producano economia, che producano soluzioni ai nuovi fabbisogni che il mercato richiede e richiederà.

Perché il punto è e sarà :

lavorare non più sul COSA sappiamo fare, ma sul COME sappiamo farlo.

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La comunicazione esterna.

La-comunicazione-esterna.

La comunicazione esterna.

Oggi ti parlo di quanto sia e perché è importante tale comunicazione.

Per comunicazione esterna intendo quel canale che tu e la tua azienda attui per sintonizzarti con clienti, collaboratori, fornitori.

Oggi come comunichi con loro?

Comunichi pensando al risultato finale, il denaro, oppure comunichi per sintonizzarti in base a che persone sono i tuoi contatti esterni?

Perché, se applichi il primo metodo sono sicuro che ottieni dei risultati(breve termine), ma devi ogni volta far ripartire il ciclo.

Se invece applichi il secondo metodo, quello che ti porta a creare la fiducia, la solida relazione(di conseguenza ti porta guadagni), allora stai lavorando nella maniera corretta.

Dico questo perché, se riconosci come comunicare con loro, quindi come sintonizzarti in base alla loro personalità, capendo come comprendono e apprendono, vuol dire che hai riconosciuto la necessità ed i bisogni di ognuno di essi, soprattutto hai conquistato la loro fiducia nei tuoi confronti.

Per ottenere questo determinato risultato, devi applicare un metodo che sia fattibile, pratico, efficace ed efficiente, e che ti permette di ottenere la loro fiducia nutrendo i loro bisogni che si dividono in:

bisogno di sicurezza, di riconoscimento e di progresso.

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MODIFICARE LA PERSONALITÀ

MODIFICARE LA PERSONALITÀ

Ogni individuo nasce con una propria identità , con una propria natura biologica.

Questo ci rende unici gli uni dagli altri, ma a volte capita che ci chiediamo se possiamo o non possiamo essere diversi, se possiamo modificare la personalità.

Questo non è possibile!!

Ma è possibile modificare i nostri comportamenti, che racchiudono la nostra personalità, in base a situazioni o circostanze.

Questa modifica però non può essere perenne, ma può essere solamente modificata in un tempo limite che riguarda la nostra persona in un tempo presente.

Modificare la personalità

Ricordiamoci quindi che per modificare i nostri comportamenti, è necessario riconoscere la matrice di questi.

Questo ci permetterà di da saper gestire circostanze o situazioni che andremo ad affrontare.

Diciamo che il tempo che abbiamo a disposizione equivale al tempo predefinito di una pozione magica, la quale ha effetto immediato ma non duraturo.

Buona magia….

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La fedeltà del tuo cliente sei TU.

Nel post di qualche giorno fa, ti ho parlato della fidelizzazione del tuo cliente verso il tuo servizio/prodotto, se ben ti ricordi. La fedeltà del tuo cliente sei tu.

Ti ho spiegato, che li fidelizzi nel momento in cui se sbagliamo ci perdonano(cliente esterno) o se siamo in difficoltà ci aiutano(cliente interno).

Ma perché dovrebbero esserti fedele?

Perché dovrebbero fidarsi di te?

Possono essermi fedeli perché mi capiscono, potrai pensare, ma nel “mi capiscono” cos’è che devi vedere?

La loro fedeltà nei tuoi confronti si basa sull’appartenenza al tuo modo di fare impresa, dalla tua visione che racchiude anche la sua, dal modo in cui lo nutri come persona, in base ai suoi bisogni, che sono soggettivi e che sono classificabili per importanza.

Devi mettere il tuo cliente nella condizione di crescere insieme a te, di essere più competitivo insieme a te, perché è questa la chiave della sua fedeltà nei tuoi confronti.

Per fare questo devi saper riconoscere la sua natura biologica di persona ma allo stesso tempo la sua natura di imprenditore.

Queste, perché sono le chiavi di accesso e d’istruzione per acquisire la sua fedeltà nei tuoi confronti, sia come persona che come imprenditore.

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Tu come fidelizzi chi ti circonda?

La fidelizzazione come ben sai, è la base del successo per ogni professione, attività, impresa o azienda. Tu come fidelizzi chi ti circonda?

Il risultato che devi raggiungere è quello di creare un legame, una relazione, una sintonizzazione, tra te e il tuo cliente, tra te e le persone con cui lavori.

Nella buona e nella cattiva sorte.

Cosi se hai clienti fidelizzati, ti perdoneranno se fai qualche errore.

Se hai persone che lavorano con te fidelizzate, non ti abbandoneranno nelle prime difficoltà.

Tu come fidelizzi chi ti circonda? Per ottenere questo devi mettere da parte la manipolazione, e devi ispirare, devi soddisfare, nutrire i loro bisogni di persona.

Solo in questo modo puoi fidelizzare, perché se manipoli raggiungi solo una transazione, quindi ti daranno dei soldi, ma non saranno clienti fidelizzati perché se sbagli ti lasceranno e se invece lavorano con te ti abbandoneranno.

Ecco adesso che sai, devi costruire un matrimonio con clienti, con persone, ma devi costruirlo in separazioni di beni ma in comunione di sogni.

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La sfida più importante? Coinvolgere e motivare….

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare....

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

Per poter vincere ogni sfida da quella più banale a quella più competitiva, esempio lo smart working in questo periodo, quindi dal passare da lavoro d’ufficio a lavorare da casa, farsi una ragione e sopravvivere in tempo di coronavirus,

bisogna vincere una sfida ancora più importante, cioè coinvolgere emotivamente le persone, che siano clienti, collaboratori o altro è importante renderli parte attiva, parte viva della nostra attività.

Quindi la domanda è ancora la stessa che pongo, come motivare le persone?

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

Puoi motivare con degli incentivi, ma questi motivazioni, stimoli che arrivano dall’esterno, oppure puoi motivarli rendendoli parte viva della tua missione,

quindi della tua “rinascita” che ha bisogno di te e del tuo organico per tornare sul mercato.

Ecco questo è il lavoro che devi sviluppare insieme a loro attraverso la motivazione, ma per fare questo devi ispirare e come fai?

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

La sfida più importante è coinvolgere e motivare soddisfacendo i loro bisogni e le loro “paure”, si esattamente, attraverso uno scopo ed un senso di appartenenza, che sono le uniche armi che puoi usare per unire te e loro nella ripartenza.

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare….. di fatti se lavori di incentivi, lavori con strutture esterne, fredde, se invece lavori con lo scopo, allora le tue Risorse Umane lavoreranno con sacrificio ed impegno, superando le avversità perché ha scelto di farlo e non gli è stato imposto di farlo (incentivi).

La sfida più importante è quella di coinvolgere e motivare e quando sei in grado di ispirare i tuoi collaboratoti, questi sono in grado di creare “innovazione” e “valore aggiunto”.

Chi riesce a fare questo, sono e saranno quelle aziende che avranno sempre clienti più fedeli, quindi avranno sempre le forze e le basi per poter ripartire in qualsiasi difficoltà.

Chi riesce ad innovare riesce a cambiare anche settori economici, ecco che per fare ciò bisogna lavorare sulle “pianificazioni” coinvolgendo e motivando,

ma l’unico modo per farlo è quello di ispirare e per ispirare bisogna capire che il business come l’amore, l’istruzione, la crescita, non sono attività che hanno una fine, un tempo determinato,

ma sono attività che hanno un tempo indeterminato, senza una fine e senza una conclusione,

perché in questo processo parte della realizzazione non è solo quella da parte dell’imprenditore, ma anche la realizzazione di tutte le persone che fanno parte di questa missione.

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Come faccio ad ottenere di più da chi lavora con me?

Come faccio ad ottenere di più da chi lavora con me? Questa è una domanda che molti leader si pongono durante il loro percorso.

Come fare per far sì che ci sia un maggior rendimento dalle persone?

Forse questa domanda è formulata in maniera sbagliata, perché non punta a come dare maggior forza a chi lavora con te, ma punta solo ad ottenere un rendimento maggiore.

Detto questo, la prima cosa che devi fare è cambiare paradigma di vedere questo concetto, perché le persone che ti circondano non lavorano per te, ma con te, perché tutti i giorni portate avanti la stessa missione, visione, quindi perseguite la stessa giusta causa.

Ti dico questo perché le persone non sono oggetti, non sono macchine da spremere e questo modo di agire va a discapito della cultura aziendale.

La cosa che devi fare è arrivare al punto che, chi lavora con te ami ciò che fa, si senta parte attiva e non oggetto di un processo.

Per fare questo, come ti dicevo prima, devi cambiare paradigma, cioè capire come estrapolare il meglio ed il massimo delle loro perfomance e questo lo puoi fare solamente se sai riconoscere in loro i loro bisogni, i loro nutrienti di persone e non di oggetto.

Devi acquisire ed applicare quelle competenze che ti fanno vedere non tanto il contenitore, ma il contenuto dell’individuo.

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Come condividi la tua visione?

Come condividi la tua visione? Quando parli di visione al tuo team, presumo che tu parli di quello che sarà.

Di quello che vuoi realizzare nel tempo e di come vedi l’azienda tra 5/10 anni, condividendo con loro ciò che tu hai ben chiaro nella tua testa.

Ma come lo fai?

Lo fai condividendo pensando al risultato finale di quello che sarà, quindi di quello che si produrrà e si fatturerà?

Non penso che questo sia il modo ed il metodo corretto per dare una visione.

Se vuoi condividere la visione che hai con chi lavora con te, devi dare loro la visione di quello che saranno insieme all’azienda nei prossimi anni.

Di quello che diventeranno, perché cresceranno, si miglioreranno, pari passo con te, divenendo il cuore pulsante dell’azienda stessa.

Per ottenere ciò devi applicare un metodo che ti permetta di capire quali siano i bisogni di ogni persona del tuo team, in modo da vedere e capire la personalità del singolo ed il potenziale del collettivo.

Questo lo puoi fare attraverso un piano di comunicazione interno.

Un piano che rispecchia e si basa sulle propensioni, opportunità, criticità del team che potrai solamente vedere attraverso un’altra ottica, un altro paradigma.

Devi sapere vedere oltre se vuoi durare nel tempo.

Sei d’accordo su questo?

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