Da dove parte il tutto secondo il tuo parere

Da dove parte il tutto secondo il tuo parere

Ti sei mai chiesto da dove parte il tutto secondo il tuo parere?

Ti sei mai chiesto da dove partono i nostri input?

Il nostro modo di fare o di essere?

Io si e ti dico che tutto parte dal nostro cervello, ti spiego meglio.. Il nostro cervello è tripartito, cioè diviso in tre parti, ognuna di esse con proprie regole, che lavorano insieme l’una con le altre.

Da dove parte il tutto?

Da dove parte il tutto secondo il tuo parere?

Il comportamento umano, quindi anche il tuo, si sviluppa e comunica attraverso l’interazione delle reazioni istintive del Tronco cerebrale, dall’emotivo e impulsivo Diencefalo e dalle reazioni fredde e razionali della Neocorteccia.

Queste tre parti rispecchiano esattamente le tre tipologie di persone che ricoprono il pianeta, perché che ti piaccia o no, questa è la verità.

Di fatto puoi riscontrare quel che ti dico in questi due semplici esempi: i famosi comici Aldo, Giovanni e Giacomo( il simpatico, l’autoritario ed il razionale) oppure un grandissimo film di successo di Verdone, in cui i personaggi erano il dottore(razionale), il nipote(sentimentale) ed il famoso “lo famo strano”(emozionale).

Adesso che hai acquisito questa conoscenza, non devi fare altro che applicarla nella tua azienda o nella tua professione…

E se ti va, fammi sapere poi….

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Chi ci impone le nostre regole di gioco

Chi ci impone le nostre regole di gioco

Chi ci impone le nostre regole di gioco?

Da questo titolo voglio porti queste domande:

chi detta le regole dei tuoi comportamenti?

La risposta potrebbe essere, quella più semplice, io!!! stai pensando…

Errore, perché la risposta corretta è il nostro, il tuo cervello!!!

Ognuno di noi te compreso, viene influenzato indipendentemente da competenze prese, ruolo sociale raggiunto, esperienze vissute, dalla propria struttura cerebrale, la quale ti ricordo è composta dal Diencefalo, Tronco Cerebrale, Neocorteccia, dove tutte e tre lavorano insieme, ma dove ognuno di esse detta le proprie regole.

Chi ci impone le nostre regole di gioco?

Adesso mi dirai, ma che vuol dire?

Vuol dire che devi imparare a conoscerti, imparare che non puoi cambiare i tuoi comportamenti, ma puoi adeguarti e adeguare i tuoi comportamenti alle esigenze o situazioni.

Vuol dire che non puoi essere un’altra persona, ma devi essere ciò che sei, sfruttando al meglio i tuoi punti di forza e limitando i tuoi punti deboli.

Questo vale sia nella tua sfera professionale che in quella privata, perché non ci sono due persone di te, ma ve ne è solamente una che adegua e gestisce i suoi comportamenti, il suo temperamento, a ciò che lo circonda e a chi lo circonda.

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Come faccio ad ottenere di più da chi lavora con me?

Come faccio ad ottenere di più da chi lavora con me? Questa è una domanda che molti leader si pongono durante il loro percorso.

Come fare per far sì che ci sia un maggior rendimento dalle persone?

Forse questa domanda è formulata in maniera sbagliata, perché non punta a come dare maggior forza a chi lavora con te, ma punta solo ad ottenere un rendimento maggiore.

Detto questo, la prima cosa che devi fare è cambiare paradigma di vedere questo concetto, perché le persone che ti circondano non lavorano per te, ma con te, perché tutti i giorni portate avanti la stessa missione, visione, quindi perseguite la stessa giusta causa.

Ti dico questo perché le persone non sono oggetti, non sono macchine da spremere e questo modo di agire va a discapito della cultura aziendale.

La cosa che devi fare è arrivare al punto che, chi lavora con te ami ciò che fa, si senta parte attiva e non oggetto di un processo.

Per fare questo, come ti dicevo prima, devi cambiare paradigma, cioè capire come estrapolare il meglio ed il massimo delle loro perfomance e questo lo puoi fare solamente se sai riconoscere in loro i loro bisogni, i loro nutrienti di persone e non di oggetto.

Devi acquisire ed applicare quelle competenze che ti fanno vedere non tanto il contenitore, ma il contenuto dell’individuo.

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Come influenzare

come influenzare

I modi per come influenzare il comportamento umano sono due:

– manipolare;

– ispirare;

Per manipolazione intendo il mettere in pratica quella comunicazione che si basa sulle promesse, che noi diamo al nostro all’interlocutore per farlo essere nostro cliente, collaboratore, socio, ecc…

Poi ovviamente in base a come manipoliamo la persona, possiamo essere produttivi o contro produttivi.

Per ispirare intendo proprio la capacità comunicativa che dobbiamo applicare per fare la differenza.

Come influenzare? Cosa voglio dire con questo?

Che se vogliamo ispirare, quindi legare la persona, il nostro interlocutore a noi, dobbiamo sintonizzarci attraverso la conoscenza dei suoi driver,

capendo in che modo portarlo al massimo livello di produttività (sia professionale che personale) per far sposare la nostra missione, tramite il soddisfacimento dei suoi bisogni e dei suoi nutrienti.

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Non mi sento a mio agio e quindi…

Non mi sento a mio agio

Non mi sento a mio agio …… Quante volte ti capita di sentirti in questa situazione?

E come mai?

Tutto parte dal nostro temperamento e dalla nostra personalità.

Cosa voglio dirti, che se sei una persona dinamica e fai un lavoro d’ufficio, cioè sedentario, sicuramente soffri,

come soffre chi è una persona precisa e razionale che lavora in un ambiente dinamico e caotico,

e chi ancora è una persona a cui piace socializzare, essere in contatto con le persone ma lavora fa un lavoro in solitudine.

Non mi sento a mio agio ….

Vedi, questa reazione dovuta al lavorare in ambiti che non rispecchiano la propria predisposizione naturale, creano nelle persone disagi noti come stress psicosociale da adattamento.

La conoscenza di tali predisposizioni (diverse da individuo a individuo) ti dà la possibilità di capire gli effetti che possiamo produrre o ricevere dall’ambiente e dal contesto.

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La sfida più importante

La sfida più importante

La sfida più importante?

Per poter vincere ogni sfida, compresa questa che ci vede tutti protagonisti, bisogna lavorare sul coinvolgimento delle persone in ambito emotivo alle nostre realtà lavorative.

Bisogna iniziare a pensare e fare in modalità diversa, bisogna lavorare sull’aggregazione delle parti alla nostra missione e visione,

perché solamente in questo modo, dal connubio che si forma e formerà tra l’imprenditore ed i suoi collaboratori( interni ed esterni) nasce l’innovazione.

Innovare significa cambiare, cambiare il modo di fare impresa, il modo di fare mercato,

ma soprattutto il modo su cui basare il lavoro di ogni azienda ed impresa che saranno chiamate a dare quel massimo dell’impegno per portare il Paese, l’economia a livelli importanti.

La sfida più importante

Bisogna iniziare a lavorare sulle paure che questo momento di crisi, sanitaria ed economica, ci ha inflitto improvvisamente senza darci un attimo di respiro,

perché la paura ci blocca e ci limita, ma lavorando in armonia l’uno con gli altri, possiamo abbattere anche questo ostacolo.

Per fare questo bisogna conoscersi, conoscere esattamente chi siamo e che potenziale abbiamo da immettere nella professione, impresa, azienda perché tale conoscenza ci da la possibilità di avere chiavi di lettura e d’istruzione di cosa e come fare.

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Devi vendere ciò che non si vende

Devi vendere ciò che non si vende

Devi vendere ciò che non si vende.. Tu cosa ne pensi?

Ti sei mai chiesto perché alcuni dei tuoi competitor riesce a vendere più di te?

Ti sei mai chiesto perché la tua concorrenza produce più della tua azienda?

Forse nella domanda non trovi la soluzione, ma la puoi trovare in nuovi metodi i quali pur vendendo un prodotto o servizio, prima di questo vendono un qualcosa che non si vede, cioè vendono sentimenti, emozioni , razionalità che legano il probabile cliente al prodotto/servizio.

Per ottenere questo connubio devi conoscere e sapere i driver del tuo articolo, mi spiego meglio…

Devi vendere ciò che non si vende….

Oltre alla parte tecnica e commerciale devi saper conoscere che tipo di segnale emana, comunica il tuo prodotto/servizio, perché in questo modo puoi legare questa conoscenza, questo sapere, allo stimolo che il tuo cliente ha nei suoi confronti, in modo da legare i suoi stimoli, emozioni e razionalità a ciò che gli stai proponendo.

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La nuova frontiera è la costruzione di fiducia

La nuova frontiera è la costruzione di fiducia?

Partiamo un attimo dalla storia, o meglio dal concetto di Working Knowledge che è stato tratto dall’economista Peter Drucker già nel 1959 allorquando,

in via del tutto previsionale parlò di età del “Working Knowledge”.

Allora fuori da ogni immaginazione, il termine fu coniato per indicare il lavoro che oggi, in questo momento critico stiamo attuando per esigenza e circostanza,

il cui valore non risiede più nel “COSA” ma nel “COME”fa ciò che si fa.

In questo momento di crisi sanitaria ma di riflesso economica, sono chiamati alle “armi”, se cosi possiamo dire, tutti quei professionisti, quei ruoli che hanno come centro delle proprie attività le “relazioni”.

La nuova frontiera è la costruzione di fiducia!!!

Profili come Consulenti, Commerciali, Direttori di funzione, Insegnanti, Liberi professionisti, Imprenditori e Manager

sono chiamati a costruire fiducia poiché soltanto grazie al ripristino “reale” di una condizione di relazione autentica che si può continuare la produzione di ricchezza sociale ed economica.

Questa come altre figure, devono avere un ruolo molto importante nella ripartenza del nostro Paese,

perché sono quelle figure ( se a pieno delle loro potenzialità e competenze) avendo “responsabilità relazionali”,

di misurarsi con la capacità di produrre economia attraverso l’integrazione e l’interazione con gli altri, ossia persone, team di lavoro, clienti ed organizzazioni.

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