Devi conoscere il consumatore o il prodotto

Devi conoscere il consumatore o il prodotto

Devi conoscere il consumatore o il prodotto

Chissà quante volte ti sei chiesto sarà il prodotto giusto per lui oppure sarà il cliente giusto per me?

Penso che sia una domanda molto comune e che non si possa fare a meno di farsela. Piuttosto è importante che tu sappia riconoscere più che il prodotto in primis(questo in un secondo momento), chi è il tuo cliente, perché riconoscere questo aspetto significa saper abbinargli il prodotto o servizio che più rispecchia la sua personalità.

Devi conoscere il consumatore o il prodotto

Di fatti ti dico, che se hai a che fare con un cliente dinamico, offrigli un prodotto/servizio che gli dia risultato nell’immediato;

se è un cliente molto socievole, allora offrigli un prodotto/servizio semplice, che gli trasmetta sicurezza nell’utilità;

se invece è un cliente riservato, molto attento al particolare, offrigli un prodotto/servizio che sia all’avanguardia, evoluto(ultima generazione), che soddisfi quel suo bisogno di progredire, evolversi.

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Quali sono i compiti del leader

Quali sono i compiti del leader

Quali sono i compiti del leader?

Questa figura che tanto ci mette in soggezione, a volte per quanti modi in cui viene descritta o narrata, rispecchia il suo operato nel suo modo di agire, di comportarsi verso il suo team, la sua organizzazione.

Per supportare questa figura è necessario mettere in campo degli elementi, ma l’elemento più incisivo su cui bisogna porre l’attenzione è l’elemento comunicativo, che comprende anche il compito, l’azione della delega.

La delega è uno degli strumenti più importanti su cui è necessario fare attenzione sulle modalità di essa, mi spiego meglio.

Ci siamo mai chiesti che tipo di delega affidare? Che tipo di controllo esercitare? Come sara il feedback?

IQuali sono i compiti del leader

mportante è che il leader conosca e sappia comunicare con che grado delegare il compito a chi di dovere.

Questo perché nella delega vi è un connubio tra bisogni e persone, che di conseguenza crea la miglior azione da parte del delegato di ottenere il massimo risultato sia professionale che personale nell’eseguire quel determinato compito.

Professionale perché gli è stato conferito dal leader, invece personale perché deve soddisfare il bisogno che lo stesso leader ha letto, riconosciuto, individuato nella sua persona attraverso la lettura dei driver.

Questa conoscenza, questo tipo di competenza (sociale/relazionale) porta nel grembo il miglioramento delle relazioni interne ed esterne aziendali, il miglioramento del benessere aziendale, portando come conseguenza la massima efficienza della produttività.

Ricorda sempre che il mercato, l’economia prima di essere tali, nascono dalla relazione, dalla comunione, comunicazione tra le parti.

Ecco che il saper riconoscer le opportunità, le criticità, le propensioni del singolo individuo e del collettivo, porta vantaggi competitivi e di qualità sia per la stessa azienda che per il suo organico.

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“Soluzioni perfette?”

Soluzioni perfette?

Per affrontare situazioni difficili spesso cerchiamo soluzioni perfette, ma questo il più delle volte o sempre ci fa ritrovare in una situazione di crisi.

Si esattamente, questo modo di trovare soluzioni ci rende impotenti perché in automatico vogliamo trovare la soluzione perfetta che non c’è,

quando possiamo trovare la semplice soluzione alla difficoltà.

Soluzioni perfette

Avere questo approccio ci mette nelle condizioni di andare contro il nostro modo di essere, il nostro modo di agire e reagire alla situazione, al contesto in cui ci troviamo.

Trovare la soluzione in modo naturale che rispecchi la nostra personalità,

è la soluzione migliore che possiamo trovare perché ci permette di essere risolutivi nella maniera e nel modo più produttivo che rispecchia il nostro modo di essere e di fare.

Le soluzioni le troviamo nella nostra autenticità, nella nostra espressione migliore di come siamo e del perché facciamo le cose in un determinato modo.

Il consiglio è:

non snaturiamoci per cercare la perfezione (in ogni ambito),

perché la perfezione sta direttamente nel risolvere i problemi nella maniera in cui noi diamo una risposta, uno stimolo, un’azione in base a come è la nostra natura biologica, il nostro temperamento.

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“Le attitudini giuste?”

le attitudini giuste

“Le attitudini giuste?”

Ognuno di noi ha caratteristiche ben precise, con attitudini ben precise.

Questo significa che ognuno di noi, me compreso, da dei punti di forza innati che ci permettono di svolgere al meglio determinate attività, svolte sia all’orientamento professionale che personale.

Ma come possiamo riconoscerle o leggerle negli altri?

“Le attitudini giuste?”

Per poter leggere le attitudini altrui, bisogna fare un passo indietro, ossia,

bisogna partire dalla conoscenza di noi stessi per poi la conoscenza degli altri.

Questo processo parte dalla conoscenza, dalla preso di coscienza della nostra natura biologica, che è diversa per ognuno di noi,

ma che ci da la possibilità di conoscere i nostri driver e quelli altrui sulle forza innate che ciascuno di noi ha e che

, queste medesime forze hanno la capacità di poter limitare o agevolare le nostre prestazioni.

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Tu, il sarto ed il cliente. Cosa facciamo.

Tu, il sarto ed il cliente. Cosa facciamo.

Tu, il sarto ed il cliente e cosa facciamo?

Cosa devi fare quando fai una negoziazione, una vendita o una trattativa nella tua professione?

Si dice che ogni cosa che si fa, debba calzare a pennello per essere fatta nella maniera corretta e nel modo più produttivo.

Di fatto ogni qual volta che teniamo una trattativa, una negoziazione oppure una semplice vendita, la comunicazione che devi attuare è quella che rispecchia la personalità, il temperamento del nostro interlocutore, che è determinato dalla struttura cerebrale.

Tu, il sarto ed il cliente e cosa facciamo?

Come il sarto che ti fa il vestito su misura, che ti calza a pennello, anche tu nelle situazioni elencate prima , devi immedesimarti e metterti nei panni del sarto.

Si, devi diventare ed essere un sarto della tua comunicazione , perché devi applicare una sintonizzazione tale che calzi perfetta con il modo che ha il tuo interlocutore di esprimersi, apprendere e comprendere.

Questo ti permette di entrare a pieno contatto con la necessità del tuo probabile “cliente” e di acquisire le chiavi di accesso per aumentare la tua competitività.

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La fedeltà del tuo cliente sei TU.

Nel post di qualche giorno fa, ti ho parlato della fidelizzazione del tuo cliente verso il tuo servizio/prodotto, se ben ti ricordi. La fedeltà del tuo cliente sei tu.

Ti ho spiegato, che li fidelizzi nel momento in cui se sbagliamo ci perdonano(cliente esterno) o se siamo in difficoltà ci aiutano(cliente interno).

Ma perché dovrebbero esserti fedele?

Perché dovrebbero fidarsi di te?

Possono essermi fedeli perché mi capiscono, potrai pensare, ma nel “mi capiscono” cos’è che devi vedere?

La loro fedeltà nei tuoi confronti si basa sull’appartenenza al tuo modo di fare impresa, dalla tua visione che racchiude anche la sua, dal modo in cui lo nutri come persona, in base ai suoi bisogni, che sono soggettivi e che sono classificabili per importanza.

Devi mettere il tuo cliente nella condizione di crescere insieme a te, di essere più competitivo insieme a te, perché è questa la chiave della sua fedeltà nei tuoi confronti.

Per fare questo devi saper riconoscere la sua natura biologica di persona ma allo stesso tempo la sua natura di imprenditore.

Queste, perché sono le chiavi di accesso e d’istruzione per acquisire la sua fedeltà nei tuoi confronti, sia come persona che come imprenditore.

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Cosa fa un vero leader ai nostri tempi

Cosa fa un vero leader ai nostri tempi

Cosa fa un vero leader realmente in ambito professionale ai tempi nostri per ottenere la fiducia da parte dei suoi collaboratori o team di lavoro?

Il vero leader ai nostri tempi non è chi ha un potere e lo esercita ma chi riesce ad ispirare delle persone.

Per ispirare delle persone è necessario essere ispirati, ma da cosa?

Ovviamente dalla propria missione e visione, che insieme creano seguaci che sposano gli stesi valori del leader.

Per applicare questo processo devi applicare una comunicazione efficace ed efficiente, che sappia rispettare le caratteristiche del temperamento dei seguaci, i quali di conseguenza hanno comportamenti specifici legati a temperamenti specifici.

Per comunicare in questa maniera devi saper leggere e capire il perché di questi comportamenti.

La matrice che ti consente di sintonizzarti col tuo team, con i tuoi collaboratori.

Capire l’origine dei comportamenti ti permette di capire in che modo comunicare, come comunicare con i tuoi seguaci, ma soprattutto sapere come apprendono e comprendono ciò che gli stai comunicando.

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La Parola

la parola

La Parola?

Le parole hanno due poteri: convertire e vendere.

Questo accade tutti i giorni ad ognuno di noi.

Ma la componente che lega questi due verbi è la comunicazione, sì perché questa, può essere produttiva o contro produttiva, tutto sta nel modo e nella forma in cui la applichiamo e la riceviamo.

Dico questo perché se comunichiamo nella maniera errata, produciamo incomprensioni che sono il risultato di una cattiva comunicazione, viceversa possiamo produrre aggregazione, comprensione tra le parti.

La Parola

L’importanza di saper essere in grado di sintonizzarci attraverso una buona comunicazione,

è data dalla conoscenza che noi abbiamo sul come apprende e comprende il nostro interlocutore (socio, partner, collaboratore, fornitore, client) attraverso la condivisione delle parole in cui entriamo in contatto in quella circostanza o situazione precisa.

Per ottenere questo risultato è necessario aumentare i nostri livelli di competitività sulla qualità e quantità della nostra comunicazione, quindi delle nostre parole.

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Tu come fidelizzi chi ti circonda?

La fidelizzazione come ben sai, è la base del successo per ogni professione, attività, impresa o azienda. Tu come fidelizzi chi ti circonda?

Il risultato che devi raggiungere è quello di creare un legame, una relazione, una sintonizzazione, tra te e il tuo cliente, tra te e le persone con cui lavori.

Nella buona e nella cattiva sorte.

Cosi se hai clienti fidelizzati, ti perdoneranno se fai qualche errore.

Se hai persone che lavorano con te fidelizzate, non ti abbandoneranno nelle prime difficoltà.

Tu come fidelizzi chi ti circonda? Per ottenere questo devi mettere da parte la manipolazione, e devi ispirare, devi soddisfare, nutrire i loro bisogni di persona.

Solo in questo modo puoi fidelizzare, perché se manipoli raggiungi solo una transazione, quindi ti daranno dei soldi, ma non saranno clienti fidelizzati perché se sbagli ti lasceranno e se invece lavorano con te ti abbandoneranno.

Ecco adesso che sai, devi costruire un matrimonio con clienti, con persone, ma devi costruirlo in separazioni di beni ma in comunione di sogni.

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La sfida più importante? Coinvolgere e motivare….

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare....

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

Per poter vincere ogni sfida da quella più banale a quella più competitiva, esempio lo smart working in questo periodo, quindi dal passare da lavoro d’ufficio a lavorare da casa, farsi una ragione e sopravvivere in tempo di coronavirus,

bisogna vincere una sfida ancora più importante, cioè coinvolgere emotivamente le persone, che siano clienti, collaboratori o altro è importante renderli parte attiva, parte viva della nostra attività.

Quindi la domanda è ancora la stessa che pongo, come motivare le persone?

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

Puoi motivare con degli incentivi, ma questi motivazioni, stimoli che arrivano dall’esterno, oppure puoi motivarli rendendoli parte viva della tua missione,

quindi della tua “rinascita” che ha bisogno di te e del tuo organico per tornare sul mercato.

Ecco questo è il lavoro che devi sviluppare insieme a loro attraverso la motivazione, ma per fare questo devi ispirare e come fai?

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare…

La sfida più importante è coinvolgere e motivare soddisfacendo i loro bisogni e le loro “paure”, si esattamente, attraverso uno scopo ed un senso di appartenenza, che sono le uniche armi che puoi usare per unire te e loro nella ripartenza.

La sfida più importante? Coinvolgere e motivare….. di fatti se lavori di incentivi, lavori con strutture esterne, fredde, se invece lavori con lo scopo, allora le tue Risorse Umane lavoreranno con sacrificio ed impegno, superando le avversità perché ha scelto di farlo e non gli è stato imposto di farlo (incentivi).

La sfida più importante è quella di coinvolgere e motivare e quando sei in grado di ispirare i tuoi collaboratoti, questi sono in grado di creare “innovazione” e “valore aggiunto”.

Chi riesce a fare questo, sono e saranno quelle aziende che avranno sempre clienti più fedeli, quindi avranno sempre le forze e le basi per poter ripartire in qualsiasi difficoltà.

Chi riesce ad innovare riesce a cambiare anche settori economici, ecco che per fare ciò bisogna lavorare sulle “pianificazioni” coinvolgendo e motivando,

ma l’unico modo per farlo è quello di ispirare e per ispirare bisogna capire che il business come l’amore, l’istruzione, la crescita, non sono attività che hanno una fine, un tempo determinato,

ma sono attività che hanno un tempo indeterminato, senza una fine e senza una conclusione,

perché in questo processo parte della realizzazione non è solo quella da parte dell’imprenditore, ma anche la realizzazione di tutte le persone che fanno parte di questa missione.

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